Nella splendida cornice offerta dal locale Tacconibus, di Priverno, si è svolto il concerto della piccola orchestra Federico Palladini, insieme a Matteo al violino e Massimo alle percussioni. Questi sono un paio di scatti della serata.
Tacconibus 6 Marzo 2010
prossime date
In attesa della pubblicazione del mio prossimo disco “Punti di fuga” (11 canzoni suonate con la Banda della Scolopendra), prevista per i primi di marzo, qualche data con ampio spazio alle cover predilette (da Modugno ai Radiohead, senza preclusioni, passando per Branduardi, Battiato, Lou Reed, Dylan, John Lennon…) più un inedito assoluto (”Mille notti insonni”).
Venerdi 15 gennaio allo Zanzibar (Veroli - centro storico), ore 22.30, con Giovanni Mancini alla chitarra.
Sabato 15 gennaio al Satyricon (Frosinone - Via Firenze), ore 22.45, con Matteo Panetta al violino e Max Campasso alle percussioni.
Prossime esibizioni
Mentre è in fase di ultimazione il nuovo lavoro discografico di Federico Palladini e della Banda della Scolpendra, proseguono i live.
Si comincia con venerdi prossimo (4 dicembre) alle 21.30 al Cul de Sac, piccolo e suggestivo locale nel centro storico di Frosinone (Via Angeloni), dove Federico suonerà da solo, accompagnandosi con la chitarra.
Si prosegue venerdi 11 dicembre, alle 21.30, al Label di Isola Liri con special guest Maurizio Celli alle percussioni.
Sabato 12 dicembre nuovo incontro con il cantautore romano Dennis Bertolini, con il quale verrà condiviso il palco storico della Cantina Mediterraneo di Frosinone. Inizio previsto alle 22.45.
17 dicembre, ore 22 circa: con Giovanni Mancini al “No Privacy” - Frosinone
Il 19 dicembre, alle 18 circa, Federico accompagnerà l’Accademia di Percussioni “Quelli di Annibale” nei bellissimi locali che un tempo furono un frantoio. Giuliano di Roma (festa dell’AVIS)
Il 22 dicembre, nello stesso ex frantoio di Giuliano di Roma, concerto per il tesseramento di ATTIVART, associazione culturale che merita davvero riconoscimento (I Simposio internazionale di scultura su pietra lavica e Overlook Film Festival).
doppio appuntamento sonoro con Federico Palladini il 13 novembre
Venerdi 13 novembre 2009 doppio appuntamento. Alle 18.30 al Satyricon di Frosinone Federico Palladini accompagnerà la presentazione del libro di Gianluca Pucci “I ragazzi dell’ala A” - ingresso libero. Alle 22.30 suonerà alla Cantina Mediterraneo di Frosinone accompagnato da “la Banda della Scolopendra”: Matteo Panetta al violino e al pianoforte elettrico, Giovanni Mancini alla chitarra elettrica, Paolo Tricca al basso fretless, Massimo Campasso alla batteria. L’ingresso è libero.
prossimi appuntamenti sonori
23. Ottobre 2009 22:00
Sotto l’Arco, Frosinone
25. Ottobre 2009 20:00
Cannarile, Frosinone
07. Novembre 2009 21:00
Arce, “Aspettando S. Martino” - Cantine Aperte
12. Novembre 2009 18:00
Biblioteca Comunale - presentazione del libro di Gianluca Pucci “I Ragazzi dell’Ala A”, Frosinone
13. Novembre 2009 22:00
Cantina Mediterraneo, Frosinone
Acqualuna e il vigile sognatore, il mondo di Federico Palladini - di Fausta Dumano
Satyricon Caffè letterario, un cantiere in movimento di iniziative , un fermento in ebollizione. Sabato 3 gennaio, una folla oceanica trasversale. Si registra il tutto esaurito dello spazio vitale tanto da sentirsi protagonisti del centro dell’universo. “L’Evento”è musicale. Incontro la “stampa borghese amica” , stavolta sono io a giocare in casa , a guidarlo nei meandri dei fili che hanno portato tantissimi giovani ma anche capelli brizzolati al Satyricon. L’Avvocato cantautore , il cantautore avvocato Federico Palladini.
Prima dell’”evento” scambiamo quattro chiacchiere con Paladini, un’intervista fuori dagli schemi canonici, basta digitare il suo nome su un motore di ricerca e il curriculum vitae è pronto. La redattrice di AUT vuole però raccontare quello che gli preme dentro l’anima , la musa ispiratrice da dove viene. Federico che conosco da quando ha varcato i primi palcoscenici di “Oltre l’Occidente”, nel laboratorio ex CAT mi propone “Ascoltami e raccontami come è nel tuo stile, raccontami nelle sensazioni ed emozioni che attraversano il tuo dentro, mentre il mio dentro cantautore esce fuori. Fuori e dentro due avverbi assordanti che stasera si fondono.
C’è una sola cosa che preme maggiormente Federico Paladini , niente paragoni con l’altro avvocato cantautore, come accade spesso nella mente di chi scrive di Palladini. Nella formazione di Palladini non c’è neanche l’ombra più lontana dell’altro avvocato cantautore Paolo Conte . Nel primo Paladini si sente l’eco di Capossela, poi è arrivata prepotentemente la figura di De Andrè . Oggi Federico Paladini è…… Federico Paladini.
In “religioso silenzio” in prima fila inseguo i protagonisti delle canzoni che attraversano sentieri impervi e mai scontati. Uomini e donne dalla vita zoppicante e sconclusionata che cercano disperatamente di dare il significato alla loro presenza sulla terra. Personaggi che sembrano sfuggire alla vita, riparandosi nel sogno di un piacere addomesticato con una cauta speranza , fino a quando accade qualcosa di inatteso e tutto viene messo in discussione da una verità più grande. Una voglia di farsi lupi e farsi amare. E così Federico Palladini li prende per mano alla riscoperta dell’unicità nel mondo con la dolore felicità della naturalezza. Nel percorso del disagio c’è un filo sottile che porta l’individuo a districarsi in quel groviglio, a riscattarsi e ad emanciparsi.
Acqualuna (notate l’incredibile fusione di due elementi femminili così è chiamata la donne del sud , una donna malata nell’anima che viene confusa con una tarantola) ti porta dentro l’animo nascosto, come non farsi rapire dal “vigile sognatore” mentre siamo intrappolati in una società frenetica di caos automobilistico il vigile sognatore che pensa di essere un direttore d’orchestra ci scava nel nostro dentro per tirarci fuori dal caos. Il dentro e il fuori di Palladini si concretizza . In Notturno, invece attraverso il ballo di un tango c’è la metafora delle coppie. Una donna esperta e un principiante che riescono a creare un’unione magica tanto che la coppia sembra sospesa su un crinale di una cometa. E un pagina di un quotidiano che vola in un campo dorato di grano circondato dalla musica delle cicale ci informa che una coppia di sposi è sparita nel nulla. Il surrealismo scava dentro di noi, il sogno e la realtà si fondono mentre ci domandiamo se quella coppia smarrita nel nulla sia la coppia di sposi che nel campo dorato non si curava di lui. Il sogno e la realtà attraverso anche Regina del cielo che racconta la storia di un carcerato, che sembra uscito dal “Il vagabondo delle stelle” di Jack London. E se nei pezzi elettrici c’è l’eco di Battiato , le parole di Palladini “trasudano”di alta letteratura.
Come non sentire scorrere le pagine di libri, di tanta letteratura che si squadernano nel caffè letterario. Letteralmente parlando Palladini mi sembra un figlio di Mistretta, di Cristina Campo e anche di Marco Lodoli, con un tocco del violinista pazzo di Pessoa e “il potere dei sogni” di Sepulveda . E così circondata da una marea umana in movimento nel corpo trascinato dalla musica mi sento sopsesa tra realtà e sogno, tra ironia e lirismo, tra luoghi fantastici e marciapiedi, tra la fiaba e la denuncia sociale. E federico Palladini mi appare come un cantautore neorealista, un materialista illuminato e nello stesso tempo un sognatore . Un mix incredibile che sprigionava dentro di me quella miscela deflagrante di sensazioni ed emozioni che viene liberata quando incontro artisti dotati di una grande sensibilità culturale. E così mi lascio prendere per mano dalle parole di Palladini nella ricerca più segreta delle cose, delle presenze invisibili , dei pensieri inespressi di questi protagonsiti marginali, anime nude e dolenti, creative smarrite dal passo traballante accompagnate fini alla sbarra, alla frontiera estrema e da quella sbarra la forza di rialzarsi per cambiare il colore della vita. E’ nel crinale di questo confine tra la deriva e la speranza l’abilità del Palladini- “Figo questo” è il tam tam l’espressione che trasversalmente unisce le generazioni nell’ascoltare Palladini. Non ci rimane che ascoltare il CD pronto per marzo per continuare a porci domande invalicabili ascoltando.
P.S Caro Federico, se nell’ascolto mi sono distratta, se mi è sfuggito qualcosa, hai carta libera per integrare questo post. Io ho provato a raccontare “il Palladini” con le mie emoziono attraverso le parole, che sono purtroppo dei codici linguistici che non rendono sempre giustizia alle sensazioni. Non mi resta che augurarti un lungo viaggio musicale con tutto l’affetto possibile.
http://www.satyriconfrosinone.it/home/index.php?option=com_content&view=article&id=52&Itemid=69
17 ottobre @ Satyricon
Sabato 17 ottobre - ore 22.30 - al Caffè Letterario Satyricon Frosinone
Aprirò lo spetacolo di musica e teatro del mio amico Dennis Bertolini che vi consiglio vivissimamente.
eventi
il prossimo evento musicale si terrà il: 13 novembre ore 22.30
Federico Palladini e la Banda della Scolopendra si esibiranno alla “Cantina Mediterraneo” - Via A. Fabi, 341 - Frosinone.
http://www.cantinamediterraneo.it
Federico Palladini
Dopo diversi anni alla guida dei G.O.A.D.S. (Gli Occhi Attenti Delle Spie), nel 2001 intraprende la strada da solista.
Nel frattempo inizia a collaborare con autori di cinema e teatro, realizzando musiche e testi per cortometraggi e spettacoli teatrali.
Nel 2004 esce il primo album, “Di Notte…”.
Nel 2005 musica il “Sogno di una notte di mezza estate” scrivendo appositamente “Ninna Nanna per Titania”. Sempre nel 2005 due brani del disco “Di Notte” (“Che razza d’amor” e “Ribes rosso sangue”) entrano a far parte della colonna sonora del film “Esta es la noche” della regista spagnola Ana Rodriguez Rosell.
Nel dicembre del 2005 pubblica un mini cd con “Memorie di un suonatore di charango” e “Medievale”
E’ prossima l’uscita di un nuovo disco con dodici canzoni.
In programma anche la pubblicazione di un libro di racconti che sviluppano in maniera più ampia i soggetti di alcune canzoni e il videoclip del brano “Sabbah”.
“Mi piace credere, o almeno sperare, in una musica libera da vincoli di genere, da etichette e classificazioni, una musica che sia portatrice di emozioni, originale senza perdere l’ideale di bellezza, non prostrata alle esigenze del marketing discografico, non soggetta alla mercificazione dell’arte e delle persone. A questa musica, umilmente, aspiro.
Quando smetterà di emozionarmi veramente il suono della chitarra o scrivere e provare una canzone, non avrà più senso continuare a suonare.”
dicono di lui:
“Se volessimo tentare di incasellarlo, Federico Palladini entrerebbe a pieno titolo nel filone della “musica gentile”, che poi un filone vero non è, ma un’etichetta che noi di Bielle abbiamo creato per identificare un certo modo d…i fare canzone d’autore in Italia” […] (Rai Radio Uno Demo)

